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Settori e distretti produttivi
Il vino e i Consorzi di tutela
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Pur nella limitatezza della sua estensione territoriale, la HiCo Region vanta una lunga tradizione in fatto di produzione di vini di alta qualità.

Nel Friuli Venezia Giulia esistono ben nove Consorzi di Tutela che hanno l’obiettivo di regolamentare, valorizzare e sostenere la tradizione enologica regionale, in Italia e all’estero.
Contribuire alla crescita ed allo sviluppo del sistema vitivinicolo regionale è anche lo scopo di Federdoc (Federazione Regionale dei Consorzi di Tutela delle Denominazioni di Origine) che riunisce i nove Consorzi di Tutela (Annia, Aquileia, Carso, Collio, Colli Orientali, Grave, Isonzo, Latisana e Ramandolo) operanti nel Friuli Venezia Giulia e raggruppa oltre 2250 produttori, rappresentando circa il 75% per cento della produzione vinicola regionale a Denominazione di Origine, controllata e garantita.

Nella regione Gorinska (Brda) si è sviluppato un promettente cluster di aziende vitivinicole che hanno associato alla produzione anche un'interessante offerta turistica.

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Il Consorzio per la tutela dei vini Friuli-Annia, che comprende 16 aziende agricole con 180 ettari di vigneto, è stato costituito nel 1996 con gli obiettivi principali di difendere e tutelare la produzione ed il commercio dei vini DOC Friuli-Annia, curare il miglioramento della produzione dalle pratiche colturali alle tecniche vinificazione e commercializzazione, promuovere e valorizzare i vini in Italia e all’estero. Il Territorio tutelato si estende nella bassa pianura friulana delimitata a sud dalla Laguna di Marano, all’ interno dei Comuni di Carlino, Marano Lagunare, Castions di Strada, Porpetto, San Giorgio di Nogaro, Torviscosa, Bagnaria Arsa e Muzzana del Turgnano. L’area è caratterizzata da terreni sabbioso-argillosi, ricchi di sali minerali e da un clima condizionato dalle brezze marine.
Il consorzio di tutela del Ramandolo comprende una minuscola area dei Colli Orientali del Friuli, caratterizzata da vigneti che raggiungono i 380 metri s.l.m., limite massimo di altitudine per la coltivazione della vite. L’attribuzione della denominazione di origine controllata e garantita (D.O.C.G) al prezioso bianco ottenuto dalle uve di Verduzzo giallo, ha dato alla vitivinicoltura della zona quella “spinta” che attendeva da anni. Attualmente il Consorzio può contare tra i suoi soci 27 aziende produttrici di Ramandolo, per un totale di circa 60 ha di vigneto e circa 150.000 bottiglie annue. Dopo un lunghissimo iter, il Consorzio ha ottenuto il diritto di usare il nome Ramandolo solo per il Verduzzo ottenuto in questa 'sottozona', reprimendo imitazioni e sleali concorrenze fuori zona e istituendo, di fatto, il primo e unico cru del Friuli-Venezia Giulia. Soltanto qui infatti si può produrre, presentare e porre in vendita un vino D.O.C.G con il nome della località geografica, anziché con quello della varietà di vite.
Il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini DOC Isonzo conta attualmente 110 aderenti e, tra di essi, le prime aziende imbottigliatrici del Friuli e le più importanti aziende vitivinicole della provincia di Gorizia. L’impegno del Consorzio è potenziare l'immagine e le caratteristiche dei prodotti, diffondendone la conoscenza e contribuendo al miglioramento qualitativo a partire dal vigneto. In un'ottica di valorizzazione delle peculiarità ambientali, si sono compiuti studi di zonizzazione del territorio, che hanno portato alla ripartizione in due aree omogenee per tipologie di terreni e di clima. In particolare, il territorio a sinistra del fiume Isonzo si contraddistingue per i terreni poco calcarei, ricchi di argille nobili impastate a ghiaie rosse, mentre quello a destra si rivela invece molto calcareo grazie alla presenza di ghiaie bianche.
La zona vinicola Carso comprende la tradizione enologica dell'immediato entroterra della città di Trieste e del Carso in particolare la provincia di Trieste e il Carso goriziano. Il suo limite territoriale segue la costa del golfo di Trieste, il confine di stato con la Slovenia, il corso del fiume Vipacco e quindi la linea ferroviaria Gorizia-Monfalcone e l'autostrada A4 fino al Timavo.Il suo paesaggio, estremamente vario, presenta ambienti con vegetazione diversa. I piccoli appezzamenti coltivati sono piani o leggermente declivi, mentre le zone collinari e le ripide pendici che scendono verso il mare sono spesso sistemate a terrazze (pastini). Unendo le proprie forze, le medio-piccole aziende aderenti al consorzio cercano di proporre ad estimatori sempre più accorti, esigenti ed istruiti assieme ad un prodotto di alta qualità anche lo spirito ed i valori del proprio territorio. Il consorzio affianca le aziende aderenti con un’attività di promozione che, viste le dimensioni, queste difficilmente riuscirebbero a realizzare in prima persona.
La zona a Denominazione di Origine Controllata "Friuli Latisana" si estende nella fascia meridionale della provincia di Udine ed è prevalentemente costituita da terreni argillosi, di difficile lavorazione ma ricchi di sali minerali e comprende i comuni della riviera friulana di Varmo, Rivignano, Ronchis, Latisana, Precenicco, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Teor, Lignano Sabbiadoro, e parzialmente Morsano al Tagliamento, Muzzana del Turgnano, Castions di Strada. La zona di produzione Friuli Latisana non è grande: comprende circa 370 ettari coltivati a vigneto. Il Consorzio Doc Friuli Latisana si avvale della collaborazione di tecnici che seguono la produzione vitivinicola in tutte le sue fasi: dalla messa a dimora delle barbatelle fino alla fase dell'imbottigliamento del vino, garantendo così anche alle aziende agricole più piccole, l'ottenimento di una qualità superiore.
La zona di produzione del Consorzio di Tutela dei Vini DOC Collio si estende ad otto comuni: Gorizia, Capriva del Friuli, Cormòns, Dolegna del Collio, Farra d'Isonzo, Mossa, San Lorenzo Isontino e San Floriano del Collio. Da subito il Consorzio si è impegnato per il riconoscimento della Denominazione di Origine, secondo la quale solo i vigneti di collina possono accedere alla denominazione Collio. Contemporaneo l'avvio dell'attività tecnica attraverso una 'condotta viticolo-enologica' per sostenere le aziende più deboli e per contribuire al miglioramento della qualità dei vini. Nasce così il Marchio Collio, obbligatorio e rilasciato solo dopo la verifica dell'origine e dell’esistenza dei requisiti analitici e qualitativi dettati dal disciplinare. Il rispetto dell’ambiente è un altro obiettivo che il Consorzio si pone, orientando le aziende verso soluzioni compatibili con le esigenze naturalistiche e paesaggistiche. Ciò non senza sistematiche analisi del suolo per razionalizzare l'uso dei fertilizzanti, e con un servizio di difesa antiparassitaria guidata ed integrata sulla base di dati agrometeorologici, rilevati da una rete di stazioni collegate via radio ed elaborati presso la sede consortile.
Il Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Grave mira a promuovere la conoscenza del territorio e la valorizzazione dei propri vini, anche attraverso un’intensa attività comunicazione, a testimonianza dell’interesse che i Soci del Consorzio pongono per valorizzare una viticoltura moderna ed evoluta. L’attestato di origine e di qualità ormai da più parti riconosciuto è il risultato di diversi fattori: la razionalità dei nuovi impianti, le moderne tecniche colturali, la selezione dei vitigni più adatti all’ambiente di coltivazione e soprattutto la lungimiranza di molti produttori. Il Consorzio, che raggruppa circa 900 aziende associate, si è subito distinto per la sua interprofessionalità, con l’adesione di ditte e soggetti appartenenti a tutte le categorie del comparto vitivinicolo. Da sempre la denominazione rappresenta oltre il 54% della superficie e produzione Doc del Friuli Venezia Giulia, che si estende partendo dal confine Veneto e arriva sino alle porte di Cividale del Friuli e di Palmanova, coprendo la pianura friulana, dalla pedemontana alle risorgive. Con una produzione annua di oltre 400.000 hl di vino, le Grave risultano essere la settima Doc italiana.
L'ambito territoriale del Consorzio di tutela dei Colli Orientali del Friuli si estende lungo la fascia collinare orientale della provincia di Udine a ridosso del confine con la Repubblica di Slovenia per un totale di 2.300 ettari iscritti all’albo. Il Consorzio riunisce 170 soci, dei quali un centinaio sono imbottigliatori. I loro vigneti (2300 ettari iscritti all'albo) producono oltre 80 mila ettolitri di vino DOC, dei quali almeno il 30 % viene commercializzato all'estero. Un'esportazione destinata prevalentemente ai paesi europei (Germania e Austria); non a caso in queste nazioni il Consorzio organizza periodicamente presentazioni collettive e degustazioni particolarmente apprezzate dai soci e dal pubblico. Il Consorzio, oltre ad esercitare una funzione di promozione e di tutela, mira ad introdurre sistemi innovativi nel campo dell’agricoltura senza rinunciare ad una tradizione millenaria, istituendo un servizio tecnico che fornisca alle aziende della fascia collinare un’assistenza tecnica, specialmente nell’ambito dell’enologia.
I vini Friuli Aquileia si producono nella fascia di terra che si affaccia sulla Laguna di Grado e che prosegue a nord, verso Aquileia, antica città romana, e verso Cervignano, fino a raggiungere la storica fortezza di Palmanova. Le caratteristiche pedoclimatiche di questa zona, si sono rivelate, fin dall'antichità, particolarmente adatte alla coltivazione della vite. I terreni, di natura prevalentemente argillosa con una componente sabbiosa, variano da zona a zona. Clima e terreno insieme quindi, favoriscono un ottimo sviluppo della vite e assicurano ideali condizioni di equilibrio della pianta, per ottenere uve di qualità a vantaggio delle 93 aziende iscritte alla denominazione, per un totale di 902 ettari, con una produzione effettiva di circa 70.000 q.li d'uva. Oggi il Consorzio è guidato da un team di giovani produttori che, puntando sulla qualità del prodotto e sull’incommensurabile patrimonio storico ed archeologico presente sul territorio, sta compiendo un’ opera di valorizzazione di tutta la zona DOC.
La Federazione Regionale dei Consorzi di Tutela delle Denominazioni di Origine (FederDoc) è un Consorzio di Secondo Grado che riunisce i nove Consorzi di Tutela (Annia, Aquileia, Carso, Collio, Colli Orientali, Grave, Isonzo, Latisana e Ramandolo) operanti nel Friuli Venezia Giulia con lo scopo di valorizzare e sostenere la tradizione enologica regionale, promuovere la conoscenza e la diffusione in Italia ed all'estero dei vini regionali D.O.C.G., D.O.C e contribuire alla crescita ed allo sviluppo del sistema vitivinicolo regionale. Sommando i soci dei singoli Consorzi, la Federazione oggi è la voce di oltre 2250 produttori, che rappresentano circa il 75% per cento della produzione vinicola regionale a Denominazione di Origine, un comparto che annualmente ha una “produzione lorda vendibile” di 200 milioni di Euro e occupa 18 mila addetti a tempo pieno.
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